Intervista

La parola a... Vittorio Amedeo Cicogna, Direttore U.O.C. Risk Management Azienda USL ROMA 6

Direttore U.O.C. Risk Management Azienda USL ROMA 6

[Cleared n°9 - anno XV - ottobre 2018]

La parola a... Vittorio Amedeo Cicogna, Direttore U.O.C. Risk Management Azienda USL ROMA 6

 

Dott. Cicogna, qual è il suo ruolo nell’ambito della ASL e perché è rilevante la figura del Risk Manager nella Sanità?

Da circa due anni ricopro l’incarico di Risk Manager nella Azienda Sanitaria Roma 6, nel cui territorio sono presenti 21 comuni dei Castelli Romani e del litorale laziale, con una popolazione complessiva di oltre mezzo milione di abitanti; nell’Azienda lavorano circa 3500 dipendenti, tra medici ed altri professionisti, necessari al funzionamento di sette ospedali a gestione diretta e di numerose strutture specialistiche territoriali. Per circa 15 anni inoltre ho ricoperto l’incarico di Direttore Sanitario di Aziende Sanitarie nella Regione Lazio ed in altre regioni. Il Ruolo del Risk Manager in Sanità, oltre che essere previsto da precise norme di legge, ha assunto negli anni un rilievo sempre maggiore per la prevenzione del rischio clinico, correlato ai possibili  errori nei trattamenti sanitari ed al contenimento dei costi generati dal contenzioso attivato dagli utenti nei confronti  delle Organizzazioni e degli operatori.

 

Quali sono le principali caratteristiche e le competenze che un Risk Manager deve avere?
Il Risk Manager nelle organizzazioni sanitarie deve essere un medico esperto nelle discipline di sanità pubblica e deve essere in possesso di competenze, oltre che cliniche, anche di medicina legale, di organizzazione aziendale, di legislazione  sanitaria. Deve conoscere i processi produttivi ed essere in grado di coglierne le criticità, mantenendo costanti rapporti con i diversi livelli dell’organizzazione.  Deve comunicare con gli operatori, stabilendo un clima di fiducia nelle relazioni tale da stimolare la segnalazione spontanea degli eventi critici  di cui sono venuti a conoscenza.

 

Ci descrive i punti in comune, o le differenze, tra rischi clinici e rischi aeronautici?

Il rischio clinico è presente in tutte le attività sanitarie, sia di tipo diagnostico sia terapeutico. La possibilità che un paziente possa ricevere un danno in occasione dei trattamenti a cui si sottopone è molto frequente. Spesso l’errore passa inosservato ed emerge solo in circostanze particolarmente eclatanti. La possibilità di commettere errori trae origine in parte da comportamenti dei singoli, più spesso da seri problemi di carattere organizzativo.  I due sistemi, Sanità ed Aeronautica, utilizzano strumenti comuni per la prevenzione e l’analisi dei rischi come le check list, l’incident reporting, gli audit organizzativi, i protocolli e  le procedure.    

 

Come conosce ENAV e in cosa consiste la vostra collaborazione con la società che gestisce il traffico aereo?

La Unità Operativa Risk Management ogni anno organizza dei corsi di formazione, destinati agli operatori dell’azienda, per diffondere la cultura della sicurezza,  illustrare gli strumenti utili alla prevenzione dei rischi per ridurre gli eventi avversi  e diminuire le richieste di risarcimento danni da parte di coloro che  ritengono di essere stati danneggiati. Nel Piano formativo dell’anno in corso abbiamo previsto anche la partecipazione di esperti dell’ENAV per consentire ai nostri operatori di conoscere gli strumenti che altre Organizzazioni utilizzano nella prevenzione e gestione dei rischi e la dimensione in cui operano. La possibilità di confronto offerta da questa scelta ha riscosso notevole interesse tra i partecipanti ai corsi.

 

ENAV è da sempre impegnata a tenere sempre alto il livelli di safety. Dal suo punto di vista quali potrebbero essere i margini di miglioramento nella prevenzione del rischio aeronautico?

Il miglioramento dei livelli di sicurezza non può prescindere da una sana politica di gestione del personale e delle risorse tecnologiche, sia in sanità sia in ambiti diversi. La carenza negli organici, lo stress da eccesso di turni di lavoro, la conflittualità interna, il contingentamento delle risorse destinate all’ammodernamento e riqualificazione del patrimonio, costituiscono gravi indizi di rischio di errore all’interno dell’organizzazione. 

 

La gestione del rischio clinico, o Risk Management, è in contrapposizione con il business che ogni azienda persegue?

La gestione del Rischio consente alla Azienda di ottenere importanti risparmi sia sui costi dei processi di cura sia nel contenzioso medico legale. Spesso gli operatori compiono scelte diagnostiche e terapeutiche scarsamente  appropriate per le esigenze di salute dei pazienti con il solo obiettivo di evitare possibili richieste di risarcimento danni. Tale modalità operativa, conosciuta come “medicina difensiva” genera costi enormi ed ingiustificati per il Sistema