controllo del traffico aereo

Gli aeromobili che attraversano lo spazio aereo devono sottoporre a ENAV il proprio piano di volo che raccoglie tutte le informazioni essenziali quali i dati identificativi del velivolo l’orario di decollo, l’aeroporto di partenza e di destinazione con la rotta pianificata

Nella fase di volo detta di controllo di aerodromo (piazzali e parcheggi dell’aeroporto), il pilota è in contatto con la Torre di controllo (TWR) che lo autorizza a mettere in moto il velivolo e a spostarsi dal parcheggio verso le piste di rullaggio.

Terminata questa fase di movimentazione al suolo, il pilota viene autorizzato al decollo dal controllore del traffico aereo solo quando sarà garantita la distanza di sicurezza da tutti gli altri aeromobili. Quando la pista è libera l’aereo viene autorizzato al decollo.
Il velivolo contatterà “l’avvicinamento” dove i controllori del traffico aereo hanno la responsabilità di accompagnare l’aeromobile ormai decollato fino alla quota e la rotta di crociera.

In questo momento il pilota contatta Centro di controllo d'area (ACC) di competenza che ne gestirà il volo fino al successivo ACC di competenza oppure alla fase di avvicinamento verso l’aeroporto di destinazione, qualora atterrasse in Italia, oppure fino al confine del nostro spazio aereo se è un volo internazionale.  I controllori del traffico aereo che operano nei 4 centri di controllo istruiscono il pilota sulla quota e la rotta da tenere assicurandosi che l’aereo rimanga sempre alla distanza di sicurezza (detta separazione) dagli altri aerei, stabilita dalla normativa internazionale, (1.000 piedi sul piano verticale e 5 miglia nautiche su quello orizzontale).

In prossimità dell'aeroporto di destinazione, il velivolo passa nuovamente nella fase di avvicinamento dove il controllore lo prende in carico e lo guida verso la discesa, fino all’allineamento con pista.

Quando il velivolo è stabilizzato sul sentiero di atterraggio ed in vista dell'aeroporto, la gestione viene affidata di nuovo alla Torre di controllo dello scalo di destinazione, che lo autorizza all’atterraggio e lo guida fino al parcheggio.
Ogni volta che gli aeromobili entrano o escono dallo spazio aereo italiano, i controllori del traffico aereo dialogano con gli enti omologhi stranieri dei paesi limitrofi inviando e ricevendo notizie sul traffico interessato nell’area.