Roma, 9 giugno 2026
Commissario Capo Tecnico Psicologo - Unità di Analisi del Crimine Informatico – U.A.C.I.
Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica
[Cleared n°5 - anno XXIII - maggio 2026]
“Una vita da social” sembra più un cambio culturale che una campagna informativa: qual è l’obiettivo che vi date nel medio periodo con questo progetto?
“Una vita da Social” è uno dei progetti storici della Polizia Postale, rivolto a bambini/e e ragazzi/e in giro per l’Italia. Quello che abbiamo fatto, a partire da fine 2025, è stato istituire una nuova edizione da “Boomer” da indirizzare proprio al pubblico adulto. Il nostro continuo impegno nel contrasto alla violenza online a danno dei minori ci ha fatto constatare un abbassamento importante dell’età media delle vittime e l’incremento di alcuni fenomeni che richiedono inevitabilmente il coinvolgimento degli adulti nei percorsi di sensibilizzazione e prevenzione. Conoscere i rischi che corrono i ragazzi in rete è l’unico modo per proteggerli. Il nostro obiettivo è informare e formare la classe adulta per accompagnare i più piccoli in un percorso di educazione digitale funzionale e aderente al contesto odierno. Fornire una panoramica completa dei pericoli in rete è complesso e forse, quando si parla di interventi di prevenzione mirati ad un target specifico, non è sempre efficace: abbiamo quindi scelto e selezionato i fenomeni che al momento ci preoccupano di più considerando due diverse fasce di età (0-13 anni e 14-18 anni). Ad ogni età, infatti, corrispondono bisogni ed interessi diversi che spesso, in rete, rappresentano proprio il terreno fertile in cui criminali di diverso genere dirigono le loro minacce. Internet è un luogo altamente dinamico in cui, sappiamo bene, mutano e si trasformano le insidie a danno dei più piccoli; in virtù di ciò, come Polizia Postale, riconosciamo ed abbracciamo il dovere di “esserci sempre” ed accompagnare la cittadinanza. Insomma, la Boomer Edition è solo all’inizio!
Il messaggio “dare il buon esempio” sembra semplice: perché è così difficile metterlo in pratica?
Quella di oggi è la prima generazione di genitori digitali: gli strumenti e le possibilità che internet veicola oggi per i nostri piccoli non erano immaginabili anche solo quindici anni fa. Viviamo in una società dinamica, frenetica a volte, che non sempre regala il tempo di approfondire “il nuovo”, soprattutto quando appare come innocuo e anzi rappresenta un facilitatore degli impegni quotidiani perché funge da inibitore dell’energia infantile e rappresenta un passatempo tranquillo. A questo aggiungiamo che, come adulti, sfruttiamo a pieno tutte le possibilità che questi stessi strumenti offrono, rimanendo connessi h24 e dimenticando i rischi che possono celare. È importante creare all’interno della famiglia uno spazio di condivisione e confronto anche sull’online così come avviene banalmente su altri argomenti che riguardano l’educazione dei figli (per esempio l’alimentazione o lo sport). I bisogni emotivi e sociali dei nostri figli non sono diversi da quelli che avevamo alla loro età, cambiano gli strumenti attraverso i quali provano ad esprimerli. È compito e dovere dell’adulto prendersi del tempo per ascoltarli e capire il loro mondo anche se appare come “diverso”. I più piccoli hanno bisogno di percepire l’adulto come un sostegno saldo in grado di fornire delle risposte in caso di difficoltà.
Portare l’educazione digitale in una Azienda come ENAV con oltre 4000 dipendenti è un modo per intercettare i genitori dove è più facile raggiungerli: è una scelta tattica o una nuova frontiera educativa?
Entrambe. Con questo progetto abbiamo scelto di fornire all’adulto uno spazio d’elezione in cui potersi confrontare attivamente con esperti del settore (psicologi e investigatori della Polizia Postale); fare ciò durante una giornata lavorativa, in aziende virtuose come ENAV che riconoscono il valore educativo dell’iniziativa, ci permette di avere un pubblico che per quelle due ore di intervento è completamente centrato sul tema e non diviso a metà con le esigenze familiari più disparate. Nei nostri interventi apriamo spazi di riflessione in cui l’adulto torna protagonista dell’educazione dei propri figli anche in ambito digitale e li invitiamo a ricercare con loro un dialogo che sia autentico e partecipato. I ragazzi hanno le risposte ai dubbi degli adulti, bisogna solo imparare ad utilizzare un linguaggio comune, senza giudizi. Negli incontri svolti all’interno della Boomer Edition ci siamo resi conto che spesso l’atteggiamento di distanza e in qualche modo “accusa” mosso dagli adulti nei confronti di internet si fonda su una non conoscenza del settore e su una paura generale e diffusa di quello che questo mondo può nascondere. Cerchiamo di proporre loro, quindi, un modello opposto e virtuoso in cui alla base della protezione dei più piccoli vi è proprio la conoscenza che passa inevitabilmente per la scoperta degli strumenti che i ragazzi utilizzano quotidianamente. Per accorciare le distanze, spesso, è sufficiente scaricare un paio di App e immergersi nel loro mondo, insieme.