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La parola a... Filomena Maggino Consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri e responsabile della Cabina di regia Benessere Italia

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Dott.ssa Maggino, il Presidente del Consiglio Conte l’ha scelta per guidare la Cabina di regia “Benessere Italia”. Vuole spiegarci quali sono i progetti più importanti su cui state lavorando?
La Cabina di regia Benessere Italia è l'organo di supporto tecnico-scientifico al Presidente del Consiglio nell’ambito delle politiche del benessere e della valutazione della qualità della vita dei cittadini, con il compito di monitorare e coordinare le attività specifiche dei Ministeri, assistere le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali nella promozione di buone pratiche sul territorio ed elaborare specifiche metodologie e linee guida per la rilevazione e la misurazione degli indicatori della qualità della vita. Di fatto le attività di “Benessere Italia” – un progetto fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Conte – puntano a diffondere l’attitudine al benessere di tutti i portatori di interesse di rilievo nazionale ed internazionale, non soltanto all’interno del perimetro delle Pubbliche Amministrazioni, ma anche presso il mondo imprenditoriale, della ricerca e del terzo settore. In questa fase abbiamo ripreso le linee programmatiche che con il Presidente del Consiglio sono state presentate il 20 gennaio scorso in occasione del primo evento pubblico della Cabina di regia Benessere Italia, presso il Cnel. Assieme a tutti i rappresentanti dei Ministri e con la collaborazione di molti stakeholder abbiamo dato vita alle "Officine", tavoli di lavoro in seno alla Cabina di regia che pongono tante compagini a confronto su temi di interesse nazionale; pensiamo alla mobilità e alla coesione territoriale, all' alimentazione, alle innovazioni tecnologiche e molti altri.
 
In un periodo così particolare e difficile per l’Italia e per il mondo intero, le imprese cercano giustamente di ripartire e recuperare il terreno perduto. Alcuni però annunciano di volerlo fare derogando in tutto o in parte agli obiettivi di sostenibilità insiti negli SDGs ONU e nel Green New Deal. Che cosa ne pensa?
La Cabina di regia ha anche il compito di sostenere, potenziare e coordinare le politiche e le iniziative del Governo italiano per il Benessere Equo e Sostenibile (BES) e per l'attuazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS), nell’ambito degli impegni sottoscritti dall’Italia con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Così come la salute, l’istruzione, il lavoro e la conciliazione dei tempi di vita, il benessere economico, la fondamentale risorsa delle relazioni sociali, la fiducia nella politica e nelle istituzioni. E ancora: la sicurezza, il paesaggio e il patrimonio culturale, la qualità dell’ambiente naturale, la ricerca come base del progresso sociale ed economico. Sono i domini per i quali sono stati identificati più di 130 indicatori, utilizzati dall’Istat per misurare il benessere equo e sostenibile del Paese. Perché il Pil non basta a fotografare il progresso di una società in tutti i suoi aspetti anche sociali e ambientali. A questo proposito, invito tutti ad andare a sentire il discorso che Robert Kennedy fece nel 1968 in una università durante la campagna elettorale, che molto probabilmente l’avrebbe portato alla Presidenza degli Stati Uniti, nel quale spiegava quanto il Pil misuri tutto tranne ciò per cui vale la pena vivere, ovvero non misura il benessere.
 
Il Presidente del Consiglio, in uno degli ultimi consigli europei, ha detto che l’Europa deve puntare alla leadership mondiale della sostenibilità ecologica. Pensa che l’Italia abbia le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista in tal senso?
Penso che possiamo giocare una partita importante, a livello internazionale, da titolari. Abbiamo gli strumenti e le competenze per poterlo fare. Vorrei ricordare che la Cabina di regia Benessere Italia è stata identificata dall'Ocse come best practice nella governance dello sviluppo sostenibile. Un importante risultato per l'Italia nell’ottica di una modernizzazione amministrativa e del miglioramento del settore pubblico. Questo accordo rafforzerà la sinergia tra i settori di politica economica, sociale e ambientale e aiuterà a conciliare gli obiettivi di politica interna con quelli concordati a livello internazionale.
 
Il settore del traffico aereo sta attraversando uno dei periodi più difficili della propria storia, con cali del traffico che hanno toccato ad aprile 2020 il meno 95%. Come vede il futuro del trasporto aereo anche in merito alla richiesta che viene da più parti di ridurre le emissioni di CO2 da parte dei vettori?
La sfida per il reparto del trasporto aereo è davvero grande. C’è da chiedersi se sia possibile tornare ai livelli di traffico pre-emergenza. Sicuramente ci vorrà del tempo. Questo tempo potrebbe essere utilizzato per ripensare mezzi, strutture, organizzazione in un’ottica di sostenibilità e di rispetto per l’ambiente, per le persone, per gli operatori. La sfida è tecnologica ma anche culturale. Mi piacerebbe avviare con tutti i soggetti protagonisti di questo reparto una riflessione per definire insieme una visione comune.
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Intervista a Filomena Maggino